Essere Vegetariani, essere Onnivori..essere Flexetariani, Vegani, Carnivori..ormai non ci si chiede più come stai, che lavoro fai, che scuola frequenti, ma la domanda è…tu gli animali, li mangi?

Se all’apparenza tutto questo incasellarsi, definirsi ed etichettarsi può sembrare una moda, un vanto o in alcune situazioni addirittura un insulto, in realtà nasconde un tema profondo, nasconde domande, dubbi e scelte, a volte difficili e sofferte, a volte così naturali e semplici che sembrano quasi scontate.

Questo tema è veramente grande, le variabili sono innumerevoli.

 

Cosa mettiamo nel nostro piatto tutti i giorni, per tre o quattro volte al giorno?

 

Per noi è evidente come questa sia una scelta che incide enormemente in tutti gli aspetti della nostra vita: dalla salute alla sostenibilità ambientale, dalla sostenibilità economica all’etica..

 

Con queste poche righe non vogliamo suggerirvi cosa mangiare, ma portare l’attenzione sulla forza e sull’impatto che le nostre scelte alimentari hanno sulla nostra vita in primis, e poi sulla nostra società, sull’ambiente e sull’intero pianeta in cui viviamo.

Cerchiamo di chiederci in continuazione, quindi, quali sono per noi le scelte migliori secondo questi quattro aspetti fondamentali approfonditi di seguito:

 

  • Salute e benessere: il cibo deve come prima cosa nutrirci, quindi cerchiamo il più possibile cibi freschi, poco processati e nutrienti. Cerchiamo cibi sani, che ci facciano bene e non facciano danni alla salute. Soprattutto cerchiamo cibi buoni, che ci rendano felici e che ci piacciano. Per noi questo si declina nel produrre il cibo che mangiamo: amiamo cucinare, amiamo preparare il cibo per noi e per gli altri, troviamo che sia un modo di prendersi cura di noi ma anche delle persone che ci circondano. Cucinare per qualcuno è un regalo, è condivisione e amore. In questo modo cerchiamo di acquistare pochissimi prodotti finiti e confezionati, salvaguardando la salute e prediligendo quindi cibi freschi, più nutrienti e sani. Cosa fa bene al nostro corpo? Una colazione importante, anche salata, pasti ricchi di verdure, cereali, proteine vegetali, carne? una volta alla settimana? Una volta al mese? Mai?

 

  • Sostenibilità ambientale: non è giusto che per nutrirci dobbiamo distruggere l’ambiente in cui viviamo. Quindi cosa non fa male o per lo meno fa meno danni nei confronti dell’ambiente? L’alimentazione vegetale, vegetariana o meglio ancora vegana è quella che, dal punto di vista delle emissioni di CO2, impatta meno. Ricordiamo però che, anche se in grado minore di impatto, è importante che il cibo che scegliamo sia locale e stagionale, ovvero che per arrivare alla nostra tavola non necessiti di trasporti, confezionamenti e stoccaggio prolungato. L’ideale? I produttori locali, le aziende che vendono direttamente al pubblico, i negozi che rispettano una filiera corta.

 

  • Sostenibilità economica: a fine mese, dobbiamo arrivarci tutti. Diventa quindi fondamentale fare scelte oculate anche dal punto di vista economico. Cibi pronti, processati e lavorati costano molto di più in termini economici delle materie prime da preparare a lavorare. L’autoproduzione, però, a suo discapito, richiede più tempo e una buona dose di organizzazione. Sprecare cibo equivale a spendere di più, a buttare dei soldi, quindi compro meno! Cerchiamo di non farci guidare dai 2×1, 3×2 o sconti vari, ma ci chiediamo di cosa abbiamo veramente bisogno. Importante è, inoltre, gestire bene il cibo, conservarlo adeguatamente ed imparare ad utilizzare tutto il possibile, diminuendo gli scarti. 

 

  • Etica: il cibo è anche una scelta etica. Decidere se è vero che noi umani abbiamo il diritto di far uccidere e poi cibarci di un altro essere vivente, è fortemente influenzato dai nostri valori etici. Crediamo sia giusto? Ci sono realtà dove, seppur la conclusione rimane la medesima, gli animali vivono in condizioni migliori, sono più liberi, vivono e vengono uccisi con maggiore dignità. E quindi uccidere degli animali felici è meglio di uccidere degli animali tristi? Pensiamo che porsi queste domande sia fondamentale. L’etica del cibo non entra in campo solo nei confronti di una dieta vegetale o carnivora, ma possiamo parlare anche di etica del lavoro, quindi, come vengono trattate e pagate le persone che lavorano nella filiera produttiva o commerciale di un determinato prodotto? Con la nostra scelta, che politica del lavoro stiamo finanziando? E guardando ancora più in grande, se parliamo di multinazionali o comunque aziende molto grandi, che politica sociale e che valori hanno queste società che stiamo appoggiando acquistando il loro prodotto?

 

Intersecando quindi le riflessioni fatte fino a qui, esprimiamo il nostro personale pensiero dicendo che la migliore scelta in linea generale dovrebbe essere mangiare prodotti freschi, km zero, non processati e confezionati. Autoprodurre il più possibile, mangiare stagionale e vegano. Dovremmo scegliere fornitori locali, andare direttamente dal produttore se possibile e, per le aziende più grandi, avere un minimo di conoscenza della loro filiera produttiva e commerciale, dei loro investimenti e delle loro scelte etiche, per non finanziare realtà di sfruttamento o maltrattamento.

 

Riusciamo a fare questo tutti i giorni? Riusciamo a fare delle scelte sempre vegane? Riusciamo a non acquistare nessun prodotto confezionato? Ad autoprodurre quanto vorremmo?

 

No, la nostra risposta è no, non riusciamo sempre a fare la scelta migliore per tutti gli aspetti. Quelle esposte sopra sono le nostre “linee guida”, il setaccio attraverso il quale cerchiamo di filtrare le possibilità che la vita ci offre, ci guidano e ci direzionano. Pensiamo che ciascuno di noi debba fare ogni giorno il meglio che può con ciò che ha, con ciò con cui si interfaccia, con ciò che vive. Pensiamo che il primo e forse più difficile passaggio sia riuscire a fermarsi, a guardarsi da fuori e riuscire a porsi le domande prima di scegliere e agire.

E poi pensiamo anche che, dopo tutta questa analisi, ricerca ed osservazione, dovremmo anche accettarci ed essere orgogliosi di noi e di quello che oggi siamo riusciti a fare per mettere nel piatto la cosa giusta!

 

E quindi cosa mettiamo veramente nel piatto ogni giorno?

La consapevolezza anzitutto è il passaggio fondamentale per il cambiamento!

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