Le spedizioni saranno sospese da lunedì 22 Aprile a lunedì 29 Aprile compresi.  Andremo a fare una piccola vacanza! Gli ordini ricevuti entro giovedì 18 Aprile, verranno evasi venerdì 19!

Quando ci si approccia ad uno stile di vita più sostenibile, uno dei primi temi che si affronta è quello dell’eliminazione le bottiglie di plastica di acqua e bibite, iconico simbolo di inquinamento e di uno stile di vita tutt’altro che zero waste.

Con i suoi 13,5 miliardi di litri, pari a 224 litri pro capite annui, l’Italia è il primo Paese al mondo per consumo di acqua minerale in bottiglia

Mediamente per lo smaltimento di una bottiglia di plastica ci vogliono più di 500 anni. La plastica come è noto inquina la terra, costituisce l’80% dei rifiuti marini, è causa di soffocamento delle specie ittiche in mare e nel tempo si trasforma in microplastiche che attraverso le falde acquifere e le coltivazioni entrano nella catena alimentare dell’uomo e minacciano la nostra salute, compromettendo la salubrità del cibo che mangiamo. Per certi versi, sulle nostre tavole vi è un trionfo di plastica, più o meno visibile: dalla bottiglia di acqua minerale al cibo dentro ai nostri piatti. Sebbene a primo impatto sembri difficile liberarsi della plastica o almeno ridurne il consumo, ogniuno può dare il proprio contributo per salvare il pianeta iniziando proprio dal ridurre il consumo delle bottigliette d’acqua. 

Quindi, perché è importante eliminare le bottiglie di plastica dalla nostra vita?

  • Ridurre l’inquinamento ambientale: la produzione di bottiglie di plastica e il loro smaltimento inadeguato causano inquinamento dell’ambiente. Inoltre, il trasporto dell’acqua per km e km in grandi camion, incide anch’esso all’aumento dell’inquinamento.
  • Ridurre i danni alla fauna: Le bottiglie di plastica possono impiegare centinaia di anni per degradarsi, e molte di esse finiscono negli oceani, nei fiumi e nelle discariche, contribuendo all’inquinamento marino e terrestre. Inoltre gli animali marini e terrestri spesso ingeriscono o rimangono intrappolati in plastica, che può essere tossica per gli organismi che la ingeriscono.
  • Ridurre i costi: l’acquisto di acqua in bottiglia è costoso nel lungo periodo rispetto all’uso dell’acqua del rubinetto. Le persone possono risparmiare notevolmente denaro bevendo acqua da fonti più economiche.
  • Risparmio energetico: la produzione di bottiglie di plastica richiede notevoli quantità di petrolio grezzo e energia. Riducendo l’uso di bottiglie di plastica, è possibile ridurre la dipendenza dalle fonti di combustibili fossili.

 

Ok, fino a qui tutto chiaro, ma come si possono eliminare le bottiglie in plastica dalla vita di tutti i giorni?

Ecco qualche consiglio:

  • Acqua del rubinetto: sembra banale, ma per chi è abituato a bere acqua in bottiglia, spesso c’è la convinzione che l’acqua del rubinetto possa essere cattiva o con odori sgradevoli. Secondo l’Istituto di ricerca sulle acque, invece, l’acqua del rubinetto in Italia è una delle migliori in tutta Europa. Perché dunque continuare a spendere per qualcosa che è possibile avere gratis (quasi)? Sostituendo il consumo di acqua in bottiglia con quello di acqua del rubinetto, già il primo grande passo verso la riduzione del consumo procapite di plastica è compiuto. E’ importante, comunque, assicurarsi che l’acqua di casa sia sicura sotto il profilo microbiologico, vale a dire che non contenga batteri, muffe, residui di pesticidi o altri inquinanti e che abbia un gusto gradevole. Contatta il tuo gestore idrico e richiedi tutti i dati e le informazioni sull’analisi dell’acqua del tuo rubinetto: spesso questi dati sono facilmente reperibili in bolletta o nel sito.
  • Sistemi di filtrazione domestica: in commercio ci sono moltissimi e differenti sistemi di filtrazione dell’acqua di casa. Ci sono filtri applicabili direttamente al tuo rubinetto, caraffe filtranti, persino depuratori e macchinari che utilizzano svariate tecnologie che possono rimuovere perfino microbi e batteri. Si tratta di un investimento, che porterà però all’eliminazione completa dalla tua vita delle bottiglie in plastica.
  • Fontane pubbliche o case dell’acqua: recentemente si stanno diffondendo le case dell’acqua, che sono dei distributori di acqua, accessibili 24h su 24, dove si può acquistare acqua fredda o non, gassata o non, utilizzando le proprie bottiglie. Questi dispenser sono collegati all’acquedotto comunale e sono una valida alternativa all’acqua in plastica.
  • Vetro Vuoto a Rendere (VAR): usanza molto diffusa qualche anno fa, che sta però tornando in auge, è quella di acquistare l’acqua in bottiglie in vetro VAR, ovvero bottiglie in vetro che, una volta consumata l’acqua, vengono ritirate dal fornitore, sterilizzate e riutilizzate. In questo modo si riduce drasticamente la produzione di rifiuti. Inoltre, aspetto molto importante da considerare, il vetro, a differenza della plastica, è un materiale inerte, quindi l’acqua contenuta in queste bottiglie, anche se dovesse essere esposta alla luce del sole o al calore, non verrà alterata in nessun modo.
  • Borracce o thermos: quando abbiamo la necessità di spostarci, vengono in nostro soccorso borracce o contenitori termici che possiamo tranquillamente riempire con la nostra acqua e portare ovunque, senza dover ricorrere all’acquisto di bottiglie di plastica.
  • Dispenser d’acqua in boccioni: per uffici o luoghi di lavoro dove la salubrità dell’acqua del rubinetto potrebbe essere compromessa, un’alternativa è quella di utilizzare i boccioni di acqua, solitamente da 20 l. Questi dispenser, seppur in plastica, vengono solitamente ritirati dal fornitore e riutilizzati per altre forniture.

 

Come puoi vedere, le alternative ci sono, e sono molteplici, per qualunque situazione e casistica. Scegliere una o più di queste alternative alle bottiglie di plastica può aiutare a ridurre il tuo impatto ambientale e contribuire alla riduzione dei rifiuti plastici!

E tu, che acqua bevi? Raccontacelo!

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